.finita la serata, molte ragazze si concedevano dietro pagamento di
somme pari a 300, 400 euro. Ragazze bellissime, giovani e disponibili,
in qualche caso reclutate anche da un poliziotto, tale Angelo Pilato,
vice sovrintendente della Polizia di Stato.
MILANO - Non smette di arricchirsi di nuovi particolari l'inchiesta su droga e corruzione condotta dal pm di Milano Frank Di Maio e nata da uno stralcio dell'indagine che, nel 2007, ha visto Fabrizio Corona imputato di "fotoricatti" a vip e presunti tali.
Cinque le persone agli arresti domiciliari, diciannove gli indagati e due i locali della movida milanese posti sotto sequestro: l'"Hollywood" e il "The Club". Secondo le testimonianze di numerose showgirl e starlette televisive, e sulla base di registrazioni video realizzate all'interno dei bagni dei due storici templi del divertimento notturno, la coca scorreva a fiumi, nell'indifferenza e nell'abitudine generale. Nei due locali esisteva una sorta di "zona franca" dove i vip, si legge nelle carte processuali, si ritenevano "immuni e affrancati dal rispetto delle leggi" e lontani "dallo sguardo dell'opinione pubblica che, per alcuni di loro, può determinare il successo o il fallimento professionale". I vip, scrive Di Maio, erano "tutelati, nascosti e protetti dai gestori dei locali, in nome di un distorto concetto della privacy", confidando di poter "dar corso liberamente ad ogni comportamento", nascosti "allo sguardo e al giudizio dell'opinione pubblica". Cocaina, champagne, privé con tanto di belle ragazze che, a fine serata, erano solite consumare rapporti sessuali con i facoltosi clienti. Si è aperto, infatti, un capitolo escort nel già corposo fascicolo relativo alla "Milano da sniffare": ragazze giovanissime, di varie nazionalità, ingaggiate per intrattenere i clienti ai tavoli del privé, per indurli a consumare alcolici e ai quali, finita la serata, molte di loro si concedevano dietro pagamento di somme pari a 300, 400 euro. Ragazze bellissime, giovani e disponibili, in qualche caso reclutate anche da un poliziotto, tale Angelo Pilato, vice sovrintendente della Polizia di Stato.
Tra gli arrestati, con l'accusa di agevolazione di uso di droga, Andrea Gallesi, ex responsabile del privé dell'Hollywood, Alberto Baldaccini, socio della Vimar srl, società proprietaria dell'Hollywood e Davide Guglielmini, gestore, cui si aggiungono Aldo Centonze, dipendente dell’ufficio del demanio del Comune di Milano e Rodolfo Citterio, ex componente della commissione comunale di controllo ed ex presidente del sindacato provinciale locali da balli, imputato per un presunto giro di licenze facili e mazzette volte ad aggirare i controlli e le strette sulla movida.
Intanto non si placano le polemiche a seguito delle dichiarazioni rese agli inquirenti dalla popolare showgirl Belen Rodriguez, che ha ammesso esplicitamente il consumo di cocaina. Parole che pesano come pietre e che minacciano di far saltare la sua annunciata presenza al festival di Sanremo, in qualità di conduttrice.
Non se la passa meglio Elisabetta Canalis, consorte del divo Clooney: sulla sua testa pende l'accusa infamante di consumatrice di cocaina. Accusa lanciata da un'ex modella francese, ora escort, che ai pm di Milano, nel 2008, ha raccontato di aver consumato la polvere bianca in compagnia della showgirl sarda e di altri personaggi, tutti facenti parte del rinominato "giro del The Club".
Squarci di verità per il momento ancora da appurare che, se confermate, gettano un'ombra inquietante sulla patinata movida milanese e ancor più avvilente sulla condotta illecita dei funzionari preposti al corretto andamento dell'amministrazione pubblica.
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